domenica 17 agosto 2014

Numeri

In questa cartolina del 1931 Demetrio Tolosani (Bajardo), direttore di "Diana d'Alteno", la rivista enigmistica fondata nel 1891, si lamenta perché "in quarant'anni di servizio non certo inonorato, non son giunto mai a trecento abbonati con diecimila enimmisti militanti".
L'affermazione dei trecento abbonati non è sorprendente, l'enigmistica "classica" non ha mai conosciuto i grandi numeri (qualche rivista ha superato quota 300 abbonati, qualche altra avrebbe voluto avere 300 abbonati). Ma non capisco l'accenno ai "diecimila enimmisti militanti": dove li vedeva il buon Bajardo? Lo prendiamo come il profetico annuncio di una rivista "popolare" che di lì a poco avrebbe avuto non diecimila lettori, ma milioni di lettori?

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